(18.4.20) Immuni, l'app che avuto l'ok dalla task force-fase2

Originariamente pubblicato da: https://riavviaitalia.it/immuni-lapp-che-avuto-lok-dalla-task-force-fase2/

(18.4.2020) Su RiavviaItalia da subito abbiamo trattato delle potenzialità (e criticità) del contact tracing con app mobile capaci di monitorare le dinamiche del contagio da COVID-19

Già a marzo, prima di lanciare la piattaforma (il 3 aprile, la prima data annunciata come traguardo per la fine del lockdown), avevamo rilevato questo tipo di soluzioni (ricche di potenzialità quanto insidiose per la privacy) che i comitati di esperti stavano per vagliare nell’ambito del Ministero dell’Innovazione; così come queste altre: esperienze di civic hacking quali CovidItalia.Help; la “start up” istituzionale Repubblica Digitale avviata all’interno del Dipartimento per la Trasformazione Digitale del Ministero dell’Innovazione; soluzioni di proximity tracing come quelle sviluppate da TBoxChain che lancia una call perché possano essere implementata da altre app mobile; e infine, l’altro ieri, la mossa globale espressa dall’intesa tra Apple e Google.

Ora finalmente arriva l’annuncio che dalla task force che s’occupa della “fase 2” è stata individuata l’app mobile su cui si concentrerà l’attenzione. Al di là dei tanti scrupoli legittimi siamo convinti che app mobile come “Immuni” (pare che il nome sia provvisorio) siano decisive per affiancare la parziale apertura dal lockdown, utili per stabilire una misura d’attenzione più evoluta rispetto ai rischi di contagio.

(da Fanpage.it) Il governo ha scelto “Immuni” come app per il tracciamento dei casi di Coronavirus, fondamentale per evitare lo scoppio di nuovi, pericolosi focolai. La decisione è arrivata dalla presidenza del Consiglio dei ministri, con l’ok della task force nominata dall’esecutivo, incaricata di pensare la fase 2, quando terminerà il lockdown totale, e guidata da Vittorio Colao, e del commissario straordinario Domenico Arcuri. La app in questione è stata progettata da Bending Spoons, eccellenza italiana nel campo dello sviluppo di app per iOS, assieme ad altre realtà come il centro medico Santagostino di Luca Foresti. Tuttavia, prima che sia resa disponibile, potrebbe passare ancora qualche altra settimana, tra aggiustamenti tecnici e ulteriori test. A breve ci sarà la firma ufficiale. L’app sarà “un pilastro importante nella gestione della fase successiva dell’emergenza”, la sperimentazione avverrà in alcune Regioni pilota, poi verrà estesa, come ha precisato Arcuri.

Immuni, nome che potrebbe essere in seguito cambiato, ha superato la concorrenza dell’altra finalista, Covid-app, che fa parte del CoronavirusOutbreak Control, progetto nato dal lavoro di 35 esperti di sei paesi diversi. Entrambe rispettavano i criteri pubblicati dalla Commissione europea per la realizzazione della app, e cioè volontarietà del download, temporaneità dell’utilizzo, rispetto della normativa europea sulla privacy e tecnologia Bluetooth per evitare l’invasività delle geolocalizzazioni. Tuttavia, la decisione del governo è infine ricaduta sulla app di Bending Spoons che, secondo quanto rivelato dal Foglio, si è avvalsa della supervisione tecnica tra gli altri di John Elkann, presidente di FCA. Stando ad alcune indiscrezioni, la app potrebbe essere testata nella fabbrica Ferrari di Maranello prima di essere diffusa al pubblico. Tutto il progetto sarà realizzato pro bono.

La app Immuni si potrà scaricare liberamente, nessuno sarà obbligato ad installarla, ma il download sarà solo su base volontaria. E’ composta da due parti. La prima è un sistema di tracciamento dei contatti che sfrutta la tecnologia Bluetooth, attraverso cui rilevare la vicinanza tra due smartphone nell’ordine di un metro. In questo modo, la app conserva sul dispositivo di ciascun cittadino una lista di codici identificativi anonimi di tutti gli altri dispositivi ai quali è stata vicino entro un certo periodo. Nel caso in cui si venga sottoposti a test per Coronavirus, con un codice il cittadino può caricare su un server in cloud i dati raccolti dalla sua app, compresa la lista anonima delle persone a cui è stato vicino. Il server a sua volta calcola per ogni identificativo il rischio di esposizione all’infezione sulla base di parametri come la vicinanza fisica e il tempo, e genera una lista degli utenti più a rischio, ai quali è possibile inviare una notifica sullo smartphone. Ma la app presenta anche, ed è questa la seconda funzione, una sorta di diario, nel quale a ciascun utente verranno chieste alcune informazioni rilevanti riguardanti anche la propria salute e che dovrebbe essere aggiornato tutti i giorni con eventuali sintomi.

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un ulteriore spunto di riflessione di @Salvatore Iaconesi sull’app Immuni e su tutta quella franaepocale che sta sparigliando il sistema…[https://www.che-fare.com/iaconesi-immuni-app-coronavirus/](https://www.che-fare.com/iaconesi-immuni-app-coronavirus

l’analisi di @Umberto Rapetto https://www.infosec.news/2020/04/18/news/tecnologie-e-salute/trovata-la-app-ma-davvero-e-stato-affidato-un-appalto-di-servizio/

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l’analisi di @Oliviero Ponte di Pino https://www.doppiozero.com/materiali/sei-disposto-rinunciare-alla-tua-privacy-salvarti-la-vita

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Ho letto l’articolo su Infosec, invero piuttosto critico sulla “trasparenza” dell’operazione. Il punto da cui si parte per muovere le critiche è sul concetto di “appalto di servizio”, la stipula del quale, darebbe adito a timori sul pericolo di lasciare che una società privata possa gestire i dati raccolti dall’app.
Ora, senza riaprire discorsi già fatti e superati sulle innumerevoli società private che detengono già oggi una quantità dei nostri dati personali che “regaliamo volentieri” ogni giorno, penso che il minimo sia che la società che ha sviluppato l’app si possa/debba occupare anche della manutenzione ad esempio: patch, aggiornamenti e via dicendo. Mi sembra del tutto ovvio che questo debba richiedere un appalto di servizio. Correre subito a conclusioni affrettate mi sembra un po’ esagerato.

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