2.73 un prototipo di casa resiliente: nuovi modelli di ospitalità in tempi di restrizioni sociali

Originariamente pubblicato da: https://riavviaitalia.it/2-73-un-prototipo-di-casa-resiliente-nuovi-modelli-di-ospitalita-in-tempi-di-restrizioni-sociali/

2.73 rappresenta una riflessione sull’abitare a Venezia a partire dal dato relativo al soggiorno medio nella Città storica (Annuario del Turismo 2016).

E’ un progetto di civic design – ispirato ai principi di ospitalità, intelligenza collettiva e fabbricazione digitale – che intende coinvolgere la città di Venezia attraverso i suoi residenti resilienti.

2.73 rimette al centro del pensiero il tema dell’abitare – ovvero del vivere, alloggiare in un luogo – a partire dallo stile di vita peculiare dettato dall’unicità del contesto urbano.

Nello specifico, si interroga sulla fattibilità di istituire un sistema diffuso di ospitalità mista, fra residente e viaggiatore (nuovo residente), caratterizzato dal ruolo duplice del residente: facilitatore del processo di coabitazione nonché prosumer di un palinsesto cittadino di attività culturali (ma non solo) spontanee.

Ciò al fine di attrarre nuovi residenti ed accrescere le opportunità lavorative e professionali non specificatamente legate al settore turistico.

Avviato nel 2018 come progetto collaterale del Festival “Venice Design Biennial”, il progetto prosegue mantenendosi in uno stato “beta permanente”, così da migliorare con il tempo secondo il principio di reciprocità: scambio alla pari di opinioni e di esperienze che possono e devono consolidare il confronto aperto.

Aggiunto da alvise
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Se da un lato può apparire paradossale parlare di ospitalità in tempi di pandemia, a seguito delle restrizioni imposte durante il lockdown e gli accorgimenti che entreranno a breve in vigore con l’avvio della FASE 2; dall’altro risulta argomento attuale in quanto l’evento epidemico ha portato a riscoprire l’importanza dello spazio domestico nella nostra quotidianità.
Non mancano le occasioni di riflessione sul tema.
Nell’articolo “Ripensare l’abitare” il saggista e critico Luca Molinari racconta, a partire dagli scritti e dalle immagini apparse sui social, le testimonianze provenienti dall’universo domestico.
Atelier mobile prosegue il proprio racconto sull’ospitalità proponendo, attraverso la call #elementsofisolation, una riflessione
sugli oggetti dell’isolamento caratteristici della primavera 2020.
La rivista Domus raccoglie idee, progetti e storie per un diario in evoluzione sull’abitare nei giorni del Coronavirus.
Nel contesto veneziano il dopo pandemia impone una riflessione che a partire dallo spazio domestico porti al completo ripensamento della città e del suo fragile sistema economico.
E’ necessario sperimentare modelli di abitare in cui la residenza si relaziona con il lavoro attraverso la realtà virtuale, la fabbricazione digitale e gli strumenti di comunicazione e commercio online.
Nel periodo post pandemia 2.73, la residenza resiliente veneziana, amplia i propri spazi domestici allestendo una nuova stanza virtuale sulla piattaforma di videoconferenze ZOOM allo scopo di creare un luogo di confronto e coprogettazione.
Mai come in questo straniante periodo paiono attuali le parole del pensatore visionario francese Paul Virilio.

In questa prospettiva ingannevole, in cui il popolamento del tempo di trasporto e di trasmissione soppianta il popolamento
dello spazio, l’abitazione, l’inerzia tende a sostituirsi all’antica sedentarietà, alla persistenza dei siti urbani. Con il mezzo di comunicazione istantaneo (satellite, TV, cavo a fibre ottiche, telematica …) l’arrivo soppianta la partenza: tutto “arriva” senza che sia necessario partire.