Creatives Unite - piattaforma digitale lanciata dalla Commissione Europea

Originariamente pubblicato da: https://riavviaitalia.it/creatives-unite-piattaforma-digitale-lanciata-dalla-commissione-europea/

Creatives Unite è la piattaforma pensata per artisti, creativi e operatori del settore culturale. Vuole porsi come strumento per aiutare chi si occupa di cultura, uno dei settori che maggiormente ha risentito l’impatto di questa pandemia, raccogliendo e condividendo iniziative, proposte ed opportunità per portare avanti il proprio lavoro creativo e magari instaurare dei rapporti di co-creazione e trovare insieme soluzioni.

Una volta raggiunta la home della piattaforma è subito possibile cercare informazioni sulla base di settori di interesse o area geografica.
Così, ad esempio, si può cercare un festival internazionale nell’ambito degli audiovisivi, o soluzioni e buone pratiche per il settore espositivo e museale, o ancora si possono cercare eventi legati al mondo Videogame e Multimedia e così via.

È anche possibile dare il proprio contributo suggerendo iniziative e attività artistiche e culturali o segnalando opportunità di finanziamento.

È presente anche una nutrita sezione di notizie relative al mondo culturale europeo, con la segnalazione di eventi e iniziative intraprese nei vari paesi dell’UE, a seguito degli eventi legati all’epidemia da Covid-19.

Questa iniziativa è portata avanti da Creative Flip, un progetto co fondato dalla Comunità Europea e dal Goethe Institut Brussels, in collaborazione con l’ European Creative Hubs Network, IDEA Consult, VVA, 3S e l’ Institut de la Propriété Intellectuelle Luxembourg (IPIL). La mission di questo progetto, è di creare le condizioni per una infrastruttura sostenibile nel campo della finanza, dell’educazione e dell’innovazione per il settore culturale e creativo in Europa.

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trovo sia una cosa importante. Di fatto mi sembra molto simile al lavoro che si sta facendo con RiavviaItalia. E magari ha anche preso da questo lavoro.Però è fondamentale che la Commissione Europea s’impegni direttamente, spero in modo incisivo, della problematica ben conosciuta, ma che forse in molti, anche in questo Paese non hanno chiaro. Non è solo un problema “di soldi” per artisti, cantanti, gruppi, attori, registi, ecc. ecc. e ci metto anche noi musicoterapeuti, o la comprensibile voglia di tutti noi di tornare a recitare, cantare, o sederci davanti a un paziente e farlo cantare, vivere. No! E’ proprio dal contatto, dalle relazioni, dall’ascolto, che avviene a teatro, nei cinema, in tutti i luoghi dove - diciamo, ognuno a modo nostro, di cosa ne pensiamo, che una società diventa democratica nel senso nobile del termine, perché si crea la coscienza critica e si costruiscono le idee di miglioramento.
Qui si presentano progetti, e si discute, ed è moltissimo… Anche su Musicalmente, anziché discutere con le parole, si dialoga con la musica. Ed ora si vorrebbe anche dar voce a quelle realtà musicali, interessantissime, che si era abituati ad ascoltare soprattutto dal vivo. Perché hanno prodotto tanto in questi mesi di reclusione, ed è ora che alzino la voce. Come dice e canta Bobo, dei Fratelli di Soledad!