Design Thinking e Intelligenza Connettiva per l'auto-organizzazione delle comunità

Originariamente pubblicato da: https://riavviaitalia.it/design-thinking-e-intelligenza-connettiva-per-lauto-organizzazione-delle-comunita/

Abbiamo bisogno di buona organizzazione. Sembra un’ovvietà eppure allo stesso tempo siamo consapevoli di quanto siano obsolete certe modalità, autoritarie, verticistiche e lineari. Non funzionano. E’ decisivo affrontare un prossimo riavvio del Paese affrontando il tema delle nuove forme di auto-organizzazione, liberando il potenziale partecipativo delle comunità.

Si tratta quindi di dare forma alla partecipazione (per passare poi alla collaborazione e alla condivisione), superando quelle modalità inerti che spesso si sono rivelate come “foglie di fico” per governance ipocrite.

Sono molteplici le metodologie, come l’Open Space Technology e tante altre, ma il comune denominatore è quello di rendere performante il pensiero di chi si mette in gioco in processi che possiamo definire Design Thinking, quel modello progettuale teso ad affrontare complessità attraverso visione e gestione creative.

Un’indicazione forte è arrivata dalle teorie di Derrick De Kerckhove che già nel 1996 trattò di Intelligenza Connettiva, interpretando il valore della connessione propria del web (nato pochi anni prima) come una dinamica di scambio serrato di informazioni e relazioni tese ad evolversi in una interattività che presuppone feedback, in un gioco serrato di relazione che riguarda la percezione, la presenza di spirito e l’elaborazione cognitiva.

Si tratta di un esercizio che comporta un riequilibrio corpo-mente, in contesti che sappiano produrre teoria prossima all’azione, coniugando astrazione ed empatia. In tal senso chi governa i processi decisionali dovrà misurarsi sempre più con le comunità che – attraverso Laboratori Esperienziali sul campo, attraversando e conoscendo i territori, raccogliendo la molteplicità dei punti di vista, utilizzando il web – siano in grado di esprimere un’auto-organizzazione che possa rivelarsi operativa anche nella sussidiarietà gestionale dello spazio pubblico.

L’intelligenza connettiva è inscritta nelle poetiche-politiche di Urban Experience che con i suoi walkabout-esplorazioni partecipate radionomadi attraversa sia i territori sia i temi messi in campo da chi sa che uno dei migliori modi per riflettere sia camminare. In questo metodo (methodos in greco significa pensare un percorso) c’è una tensione creativa che ricombina il potenziale “congeniale” delle comunità temporanee autoconvocate. Ciò libera le migliori energie d’intesa e concordia (i sistemi radio inducono a non alzare mai la voce, a non fare comizi…e garantiscono la “distanziazione”) funzionali a emblematici brainstorming tesi a far interagire i diversi punti di vista in una sorta di gioco conversazionale radiofonico. Un gioco, certo, capace di rendere performante l’intelligenza connettiva scaturita dalle comunità senzienti.

Queste pratiche, definite anche dello “sciame intelligente” (con un riferimento preciso alla “danza delle api” e ai principi dell’interconnessione naturale degli ecosistemi) sono prossime a quelle del Design Thinking (e possono essere anche definite “arthinking” quando l’arte del pensiero si intreccia con il pensiero dell’arte).

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Proseguo lo scambio di pensieri riguardo al termine di intelligenza connettiva mettendo in relazione - credo più corretto parlare di semplice successione - alcuni luoghi, testi e progetti, non certo esaustivi, che mi hanno portato ad approfondire il termine intelligenza collettiva.

Dal 2012 attraverso la partecipazione, seppur sporadica, delle attività dell’hackerspace Crunchlab di San Donà di Piave (VE) sono venuto a conoscenza dei principi della Hacker Ethic e della DIY Ethic. In precedenza, la frequentazione di alcuni membri del laboratorio, mi aveva portato a conoscere il concetto di "Alcuni diritti riservati” attraverso le licenze Creative Commons.
Sebbene l’ambiente risultasse prevalentemente legato all’ambito informatico ciò mi ha portato a ricercare quei principi negli ambiti professionali di mio interesse.

Nel 1974 veniva pubblicata la prima edizione del libro di Enzo Mari “Proposta per un’autoprogettazione”; curata dal centro Duchamp, il testo raccoglie una serie di progetti per mobili realizzabili con semplici tecniche costruttive cosicché chiunque possa assemblarli ed utilizzarli da sé. Un’operazione definita dallo stesso Mari “in divenire” in quanto aperta al contributo dell’intera collettività.

In tempi più recenti sono i collettivi spagnoli ZULO-ARK ed ecosistema urbano ad introdurre il termine IC Inteligencias Colectivas nonché a rilasciare parte dei loro progetti con licenze Creative Commons.
Spesso tali progetti risultano associati a processi collettivi di rigenerazione urbana che nascono con un approccio all’urbanistica di tipo “tattico” rispetto alla pianificazione tradizionale.
Una interessante rassegna di progetti che precisano la distinzione fra i termini strategie e tattiche l’ho trovata pubblicata sulla rivista spagnola a+t 38 “STRATEGY AND TACTICS in Public Space”.
La pubblicazione “Verso un’urbanistica della collaborazione” raccoglie invece il caso italiano intrapreso dal collettivo cagliaritano sardarch nel quartiere popolare di Santa Teresa.
Nel 2015, a partire dal progetto Esuma Garden of Dreams di ecosistema urbano, provo nel concreto ad applicare i principi della CC nelle pratiche di lettura del quartiere popolare di via del Bosco a Marghera (VE) RIQUA

Nella scala più minuta, quella domestica, il progetto torinese (oggi non più attivo) di CASA JASMINA ben rappresenta i concetti di comunità e condivisione raccontati, attraverso il progetto dotdotdot + OpenDot, anche alla Triennale di Milano in occasione della mostra sull’abitare contemporaneo
E’ da queste premesse che nasce l’idea di avviare a Venezia un prototipo di residenza resiliente: un progetto di ospitalità che mi ha portato a conoscere il termine intelligenza connettiva citato da Carlo Infante.

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ecco a proposito di intelligenza connettiva alcuni approfondimenti https://www.urbanexperience.it/intelligenza-connettiva/

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