Una Costellazione Binaria. Dal Diario di Camilla Boemio

Il sistema culturale era esposto alle intemperie da molti anni, la fragilità del tessuto dell’arte contemporanea era già evidente prima dell’inizio della pandemia. Il lockdown ha solo messo a nudo in modo eclatante la debolezza, rivelandone l’assenza di reti Istituzionali di sostegno.
Al contrario di altre nazioni, come l’Inghilterra e la Germania, nelle quali a tappeto sono stati creati svariati bandi per aiutare gli artisti e le associazioni non profit; in questa fase di profonda incertezza la trascuratezza del governo, o delle Istituzioni in genere, nei confronti del sistema dell’arte è un persistente modus operandi.
Concordo con un noto collezionista; per ripartire bisognerebbe avvicinarsi alla sfera sperimentale dell’arte, al non profit, alla ricerca; scartando categoricamente l’arte come prodotto, spostandosi dalla voracità del mercato all’audace capacità di progettualità di ricerca atte a radicalizzare il pensiero verso un modello presente il secolo scorso e che è stato dilaniato dalla fiere d’arte, dalle mode del momento a discapito di una presenza nel territorio. La forma dalla quale ripartire è quella del laboratorio, nel quale le sinergie, le collaborazioni trasversali con l’università e con altre Istituzioni, producano riscontri in termini culturali per la città, e il pubblico. Soprattutto riescano a creare visioni in termini estetici nelle quali possa emergere il talento degli artisti.
Non vogliamo porre limiti nel presentare progetti che siano competitivi, visionari, dirompenti e naturalmente che inneschino un atto politico, un dibattito scomodo o rivelatore. Non possiamo rimanere ancorati alla canonica frase che il dipendente pubblico fa al primo appuntamento: “Ti faranno fare la mostra?”. Non vogliamo rimanere nella mediocrità, vogliamo spostare l’asse verso l’orgoglio nell’amare la propria città dedicandole delle proposte mirate, innovative che diventino tutt’uno con la rinascita; perché usciremo prima o poi dalla reclusione.
Cerco di sintetizzare, strutturando una proposta che si sposti verso un terreno più impervio rispetto alle progettualità che in modo organico vengono portate avanti nei musei.
Motivare una ricerca anche all’esterno dei musei conclamati della città di Roma, favorendo il nascere in modo fluido e programmatico di azioni, performances d’arte pubblica che possano dialogare con la storia dell’arte ma anche con le tematiche etiche, la natura, il paesaggio, il cambiamento climatico e la scienza.
Vogliamo agire come un faro che presenti la sperimentazione d’arte evidenziandone i talenti romani, unendo le collaborazioni internazionali già avviate da molti anni, estendendo magistralmente sinergie che possano riportare una rinascita nella quale la didattica, la tradizione e l’innovazione si incontrino per riflettere, per meditare, unendo la ricerca estetica d’arte visiva con la storia dell’arte.
La mia esperienza curatoriale ha già avuto un introduzione concreta sulla fattibilità di progetti che non siano appannaggio del collezionismo a riguardo; ricordo l’evoluzione della piattaforma della Tate Exchange, alla Tate Liverpool. Questo esempio di dinamico scenario nel quale confluiscono le realtà sperimentali con i visitatori motivando uno scambio dialettico è assolutamente applicabile alla città di Roma.
Con AAC Platform; ci piacerebbe dimostrare come avvicinare l’arte contemporanea all’esterno dei musei. La morfologia della città diventerebbe un contenitore nel quale prenderebbero forma installazioni, sculture, performances che ci racconterebbero la nostra attualità con il profondo dialogo con la storia che ci circonda, scegliendo luoghi non scontati densi di stratificazioni. Come curatore sto scegliendo una strada complessa, dettata da una viscerale devozione per il mio lavoro, ma anche per una necessaria volontà di farsi sedurre dalle idee, che vanno metodicamente realizzate con una forte dose di praticità e marcato senso etico, ed ovviamente dal continuo scambio intelletuale che si ha con gli artisti.
Le finalità saranno di promuove l’arte contemporanea, con particolare attenzione per le performance e l’arte pubblica. Abbiamo pensato ad una programmazione eclettica e di interesse poliedrico, che valorizzi la città di Roma. Che introduca un circuito verso dei luoghi meno conosciuti, che rivelino la città in modo non scontato e che possano confluire in un’attenta riflessione della nostra attualità. Vogliamo indagare, stimolare e conservare un’impostazione liquida.

Abbiamo così pensato a un progetto che prenda forma come una costellazione binaria, che sia pensato appositamente in una venue, o più, di Roma; ad esempio nei parchi o nei pressi dei siti archeologici, per diramarsi con approfondimenti e diverse configurazioni degli interventi che saranno esposti nel web.
Sentiamo la necessità d confrontarci con altre voci, sensibilità e modi di stabilire relazioni che siano desiderosi di proiettare nuove possibilità per l’arte visiva nella città di Roma.
In alternativa al susseguirsi di narrazioni senza speranza, e a una visione che analizzi solo le drastiche riduzioni in atto vogliamo proporre un progetto che inviti a reinventarsi con urgenza seguendo la necessità di un attualità che dialoghi con l’arte contemporanea.
Come altri progetti internazionali vogliamo sedimentare vari livelli di percezione, mantenendo la possibilità di realizzare arte con esperienze interattive per il pubblico online, in contesti nei quali non ci siano rischi relativi al contagio. Legando l’analisi e concentrandosi sul tema dell’ “ambiente”. Il progetto articolato in tempi simbiotici tra l’attuazione degli interventi nei siti romani, e nel web avrà un prolungamento naturale offrendo una visibilità internazionale interconnessa immediata.

  • AAC Platform è un organizzazione internazionale indipendente d’arte contemporanea, consolidata nel realizzare progetti site-specific.
    Non sviluppiamo, per ora, dettagliatamente il progetto con una precisa volontà. Ne proponiamo solo una potenziale linea aspettando ci sia interesse e collaborazione.
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How we run/

. La nostra filosofia si basa sulla pratica inclusiva, radicata nella partnership e nella collaborazione, nazionale e internazionale.
. Cerchiamo di attivare il coinvolgimento con il passato di Roma con l’obiettivo che possa contribuire alla comprensione del presente della città e alla costruzione del suo futuro.
. La nostra ricerca verte sul binomio arti e scienze (ctr. ISWA European Project) - con l’artista al centro di tutte le opere.
. Incoraggiamo le organizzazioni culturali e le imprese commerciali a lavorare insieme
. Incoraggiamo l’opportunità di successo del pensiero creativo e l’azione
. Siamo abili nel condurre ricerche approfondite condividendo ampiamente i risultati.
. Agiamo in modo flessibile e reattivo.