Utilizzo spazi comuni per diffondere micro incursioni artistiche

In questi giorni di isolamento forzato sto notando più che mai gli spazi comuni vuoti, normalmente non abitati, i non luoghi cittadini, come il pianerottolo delle scale (dove adesso mi rifugio per mantenere le distanze se incrocio qualcuno per le scale) o la striscia di verde in mezzo alla strada, che adesso guardo con nostalgia che mi verrebbe voglia di prendere una sedia e sedermici un po’ a prendere il sole.

La mia idea è quella di organizzare / creare micro rappresentazioni artistiche da presentare in questi non luoghi con il triplice scopo di

  • riappropriarci di uno spazio che esiste e fa parte della nostra quotidianità ma rimane vuoto e sottoutilizzato

  • costringere la comunità a venir esposta a micro manifestazioni di bellezza così da infettare quante più persone possibile con il desiderio di bellezza

  • diffondere l’idea che la bellezza è un diritto di cittadinanza, non un privilegio riservato a chi ha gli strumenti per rendersene conto.

Ecco, una serie di micro manifestazioni artistiche di circa 3 minuti con cui infettare la città.

La lunghezza mini è fondamentale perché io me le immagino come delle vere e proprie incursioni, così che i fruitori casuali non abbiano quasi modo di rendersi conto di quello che sta accadendo, rimanendo con la voglia di vedere di più.

Le mini incursioni sarebbero anche un modo per socializzare, perché due persone che guardano per caso poi finiscono col parlare tra di loro.

Ecco, volevo condividere questa idea che mi piacerebbe mettere in atto ma sinceramente non saprei da dove iniziare.

Questo è il mio primo intervento, fatemi sapere se non l’ho scritto nel posto giusto/se non ho usato il giusto formato/se ho tralasciato qualcosa.

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Le faresti accadere “per caso”, mimetizzate nella quotidianità, o convocate in un posto e tempo definito? in quest’ultimo caso insorge la contraddizione: rischio assembramento…
Mi piace molto lo spazio residuo del pianerottolo…pensi solo ad azioni o anche ad installazioni?

Sì, hai ragione, credo di aver scritto questo già proiettata nel ‘dopo’ dimenticando che la cosa importante è invece costruire il ponte che ci porta dall’altra parte. Installazioni sì, ecco. Pensa che io ho già provat ad usare un proiettore per proiettare nel palazzo di fronte (abitassi ancora nel centro storico da mia mamma sarebbe stato perfetto, ma qui nella parte nuova della città non funziona). Piccole installazioni di luci e di colori, e installazioni sonore, quest’ultime saperi in grqado di farle ancche io, anche adesos, e non è detto che non ne crei qualcuna appiccicando un QRCode nei pianerottoli di casa mia… Forse creare un sito/una pagina dove far confluire i suoni dai diversi condomini? E quando dico suoni penso a soundscape naturali ma anche al rumore dei piatti messi dentro la lavastoviglie, o il rumore del sugo che bolle nella pentola, o dei bambini che giocano. Insomma, uno squarcio di vita in un posto normalmente abbandonato.

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non sarebbe niente male associare questo progetto ad un canale di Loquis

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