Visible. Un progetto di trasformazione sociale responsabile

Originariamente pubblicato da: https://riavviaitalia.it/visible-un-progetto-di-trasformazione-sociale-responsabile/

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Il Progetto Visible – Where art leaves its own field and becomes visible as part of something else nasce dalla volontà comune di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e Fondazione Zegna di raccogliere il patrimonio di esperienze e le potenzialità di trasformazione rappresentate dalle pratiche artistiche che operano nel nome di una “trasformazione sociale responsabile”.

Visible analizza, studia, trasmette e promuove pratiche artistiche sviluppate specificatamente in rapporto ai loro contesti culturali, socio-economici e geografici, finalizzate alla redistribuzione e/o alla produzione di “governo civile”, secondo la definizione di Demopraxia, una contemporanea declinazione dell’antico sogno della democrazia fondata sulla sostituzione del termine “cratòs” (potere), con “praxis” (fare).

Visible apre spazi di ricerca e di formazione sui rapporti tra il sistema dell’arte, le dinamiche istituzionali, abitative, demografiche, produttive e redistributive di valore, di felicità, di benessere e di ricchezza e la complessità delle connessioni tra i sistemi finanziari, politici, media, tecnologici, energetici; Visible contribuisce alla distribuzione di approcci artistici che ripensano, in modo radicale e propositivo, i diversi modelli di sviluppo economico e di condivisione delle risorse, l’accessibilità delle informazioni e le urgenze ecologiche e ambientali.

Come parte di questo progetto, Visible ha istituito il Visible International Award, premio dedicato a proposte artistiche ancora da realizzare o in corso di realizzazione, in grado di innescare dinamiche di attivazione, coinvolgimento e interazione consapevole ed empowering con specifiche comunità urbane o rurali.


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Ecco, siamo arrivati al momento della ripartenza, e questo è forse il momento più difficile, quello in cui esercitare la nostra responsabilità per impedire che tutto venga ripristinato come era, seguendo logiche che hanno dimostrato la loro pericolosa inadeguatezza. Questo è il momento di rimanere vigili e presenti per far si che le istanze che sono emerse quando il mondo, costretto a rallentare la sua frenetica corsa, si è trovato a vedere, a guardarsi, ad ascoltarsi, a intuire, a interrogarsi, non vengano travolte, sepolte, negate. Ci siamo detti in molti in questi mesi sospesi, ma anche densi, che questo tempo potesse essere quello che ci avrebbe offerto l’opportunità di ripensare aspetti importanti della nostra società, scardinare modelli e ricostruire dando spazio a nuove voci e soprattutto a nuove visioni. Mettere in gioco un approccio artistico per immaginare diversi modelli di sviluppo economico, sociale, ambientale è fondamentale in questo momento più che mai. È il momento che l’arte riaffermi il suo ruolo sociale. Demopraxia non è un’utopia, e questo è il momento per tracciare segni concreti.